educazione musicale, insegnare musica scuole medie

 

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Lavorare con la musica.

L'insegnamento dell'educazione musicale e dello strumento nelle scuole medie e nelle superiori.

Anche per quanto riguarda gli insegnanti di musica le prospettive di lavoro in Italia non sono molto buone. Gli impegnativi programmi di studi dei Conservatori erano stati redatti all'inizio del '900 perchè dovevano preparare gli allievi a svolgere la professione di insegnante di pianoforte, maestro di musica, pianista, concertista e, per questo, la selezione doveva essere durissima.

Ma oggi in Italia a questa selettività, rimasta identica, corrispondono possibilità lavorative esigue se non nulle: scegliere di fare ad esempio una professione tradizionale come il maestro di pianoforte o l'insegnante di educazione musicale a Roma presso le scuole medie è una scelta coraggiosa che sarà pagata con anni di precariato, oltre alla necessità di conseguire un numero sempre più elevato di titoli accademici di dubbia utilità formativa per aumentare il proprio punteggio in graduatoria.

Ad esempio per ottenere l'abilitazione all'insegnamento della musica nelle classi A031 e A032, necessaria per entrare nelle graduatorie e diventare insegnante di pianoforte o insegnante di educazione musicale presso le scuole medie (o peggio presso i fantomatici licei musicali), è obbligatorio frequentare un'ulteriore corso biennale di Didattica della musica che deve aggiungersi al titolo accademico già faticosamente conseguito. Fra l'altro la frequenza di questi corsi è sempre obbligatoria, quasi a voler ulteriormente punire i frequentanti che, magari per pagare la retta piuttosto salata, avrebbero necessità di svolgere una qualsiasi attività lavorativa parallela.

Proprio nell'ottica del conseguimento dei titoli artistici, non è raro trovare nei Conservatori musicisti pluridiplomati che continuano a "collezionare" titoli accademici nella speranza che questo li porterà al raggiungimento di più ambiziosi obiettivi professionali. Ed è per questo che, soprattutto dopo la riforma dei Conservatori, capita di trovare "allievi" con un età avanzata e con un livello tecnico ed interpretativo dello strumento che a volte è superiore a quello dei maestri di musica interni.

Da notare che, dopo aver conseguito l'abilitazione all'insegnamento di educazione musicale non si viene chiamati per lavorare, ma si ha semplicemente l'accesso alle graduatorie ad esaurimento e cioè a delle liste "a punti" ottenuti dalla sommatoria dei titoli artistici (ad esempio i concorsi pianistici) e degli esami sostenuti, da cui i vari istituti attingono quando hanno determinate necessità di personale.

Quasi sempre le necessità della scuola pubblica si tramutano in supplenze la cui durata può arrivare, nella migliore delle ipotesi, ad un anno scolastico; la supplenza a sua volta darà altro punteggio per risalire la graduatoria e giungere, dopo anni di precariato, ad una cattedra di ruolo.

Le miopi politiche economiche attuate anche dagli ultimi governi hanno teso ad umiliare ulteriormente la cultura, tutta la categoria degli insegnanti e dei maestri di musica che, pur presentando titoli e punteggi elevati, si trovano all'età di 40 anni a dover aspettare per diventare insegnanti di ruolo. Per non parlare dei tagli alla cultura in generale e a tutti gli istituti musicali, primi fra tutti gli enti lirici, che hanno portato ad un ulteriore dimagrimento dei posti fissi all'interno delle orchestre.

Sostanzialmente il percorso di studi per diventare professore di musica previsto dalle leggi italiane è lungo e molto selettivo: a questa selettività sarebbe opportuno che corrispondessero altrettante opportunità di lavoro stabile. Purtroppo la lunghezza degli studi musicali presso i Conservatori sembra essere studiata appositamente per "parcheggiare" il più tempo possibile i musicisti che decidono di intraprendere questa professione, con un onere per la propria famiglia sempre maggiore che dovrà provvedere al pagamento delle tasse, dei libri e di ulteriori corsi di specializzazione.

Per cui la vita dell'insegnante di musica o del maestro di pianoforte oggi è divisa fra: 1) lezioni di pianoforte presso delle scuole di musica private che pagano sempre poco e rigorosamente in "nero" 2) lezioni di piano private, più remunerative, ma spesso molto variabili 3) supplenze presso le scuole pubbliche dislocate in zone più o meno disparate 4) corsi di musica da seguire presso i conservatori per conseguire l'ennesimo titolo 5) marchette nei locali, durante i matrimoni, presso la televisione, presso qualche ente pubblico 6) accumulazione di titoli artistici tramite i concorsi pianistici

Sostanzialmente la vita del musicista classico legata all'esecuzione dei brani classici non conosce mezze misure: o si diventa degli artisti di chiara fama già da molto giovani oppure ci si arrangia con varie lavori musicali per molti anni in attesa di diventare insegnante di musica o di educazione musicale di ruolo presso le scuole pubbliche o meglio presso i Conservatori. Una volta diventati insegnanti di pianoforte nei Conservatori la vita prende decisamente un'altra piega; ma per diventarlo onestamente e senza conoscenze apposite, anche i migliori maestri di pianoforte dovranno aspettare molto tempo.